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Abbigliamento da lavoro: le norme da seguire

Risorse - Sicurezza
Scritto da FerramentaOnline   
Martedì 25 Gennaio 2005 01:00

Quando si parla di protezione, in particolare di protezione individuale, risulta automatico fare il riferimento alle normative o alle certificazioni che coinvolgono questo specifico settore. In questo modo abbiamo voluto capire quali fossero quelle coinvolte per l’abbigliamento da lavoro e protettivo, chiedendo l’intervento di coloro che operano nel settore.
La risposta è molto precisa e unanime: le normative coinvolte in questo settore sono moltissime, sicuramente più di 50 e non vogliamo in questa sede farne un elenco lunghissimo, ma è importante sapere che sono tutte normative armonizzate conformi alla direttiva 89/686/CEE. Per scendere un po’ più nel dettaglio, diamo una maggiore informazione al lettore.

Nella disciplina di questo settore possiamo individuare fonti normative comunitarie e fonti nazionali. Per quanto riguarda le prime bisogna far riferimento alla direttive 89/656 e 89/686 (modificata dalle successive dir. 93/68, 93/95 e 96/58, recepite dal nostro decreto legislativo 475/92, mod. dal d.lgs 10/1997) che sono le norme generali sui dispositivi di protezione individuale (non solo l’abbigliamento, ma anche guanti, caschi, occhiali, cinture di sicurezza, ecc.). Entrando nello specifico, la EN 340 del 1995 è la norma che stabilisce i requisiti generali dell’abbigliamento di protezione di prima categoria (ergonomia, invecchiamento; sistema di misurazione delle taglie; marcatura CE e le informazioni che ogni indumento deve riportare). I capi che devono garantire una protezione in ambiti lavorativi con maggiori rischi a carico dell’operatore rispondono a norma di seconda e terza categoria. Pertanto la norma sopra elencata viene completata da molte altre norme specifiche per i diversi settori: dalla EN 368 del 1993 per indumenti di protezione contro agenti chimici liquidi, dalla EN 531 del 1997 per indumenti di protezione contro il calore, dalla EN 342 per protezione isotermica, dalla EN 343 per i capi impermeabili. La norma EN 471:94 tratta gli indumenti ad alta visibilità. La norma EN 470-1:96 (parte I) disciplina invece i requisiti generali per gli indumenti di protezione per operazioni di saldatura e procedimenti connessi. La norma EN 531:97 indica i requisiti da soddisfare per gli indumenti di protezione per lavoratori dell’industria esposti al calore (escluso Vigili del Fuoco e saldatori); la norma EN 510 interessa i capi antimpigliamento; le norme EN 13034 e EN 1149 regolano i capi di protezione antiacido e antistatico.
Come fonti normative italiane dobbiamo ricordare il d.lgs 626 del 1994 riguardante il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e più in particolare il Titolo IV dedicato ai dispositivi di protezione individuale oltre agli allegati IV e V.

Nota: By Ilaria Cassago Ferramenta & Casalinghi

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